Zona Montecucco

Zona Montecucco
Zona  Montecucco

Nel cuore della Toscana, il distretto del Montecucco si distingue per la sua straordinaria bellezza paesaggistica e un’eredità vinicola di notevole importanza, comprendendo sette comuni.

Il paesaggio è un incantevole alternarsi di colline morbide e fertili vallate, dove il clima tipicamente mediterraneo e l’impegno profondo dei suoi abitanti hanno favorito la produzione di vini eccellenti.

In questa parte meridionale della Toscana, nella provincia di Grosseto, il Montecucco DOC e il Montecucco Sangiovese DOCG raggiungono l’apice della loro espressione.

Cinigiano emerge come il fulcro vitale di questa illustre area vinicola, rappresentando il vero e proprio cuore del Montecucco.

Qui, il variegato paesaggio di colline e foreste ospita il vitigno Sangiovese in condizioni ottimali, grazie a un microclima favorevole e a suoli che spaziano da argillosi a ghiaiosi, dotando i vini di una ricca complessità e intensità.

Il clima del Montecucco, influenzato dalla sua prossimità al Monte Amiata e dalla sua configurazione geologica, offre condizioni uniche.

La maggior parte dell’area della denominazione è caratterizzata da terreni collinari, con vigneti prevalentemente dedicati alla coltivazione del Sangiovese.

Quest’ultimo, in tale contesto, trova un bilanciamento produttivo ideale che permette lo sviluppo di grappoli di dimensioni moderate e un’accumulazione superiore di sostanze nobili nelle uve.

L’escursione termica notevole durante il periodo di maturazione, maggiore rispetto alle zone di pianura, arricchisce ulteriormente il profilo aromatico dei vini, conferendo loro una distinta complessità aromatica rispetto a quelli prodotti a quote inferiori.

I terreni inclinati e l’accurata selezione dell’esposizione garantiscono, nonostante l’altitudine, un’ottima maturazione delle uve, sia in termini di concentrazione zuccherina che di ricchezza fenolica.

Questo aspetto rende i vini particolarmente adatti all’invecchiamento, soprattutto se prodotti attraverso lunghi periodi di macerazione.

In questo contesto geografico e climatico favorevole, il Montecucco si afferma come un territorio di produzione vinicola di primo piano, dove tradizione e natura si fondono armoniosamente, dando vita a vini che sono non solo espressione della loro terra ma anche testimoni della passione e della dedizione di chi li produce.

I Comuni di Montecucco
  1. Cinigiano: Fulcro vitale della zona del Montecucco, Cinigiano è immerso in un paesaggio collinare che favorisce la coltivazione di vitigni autoctoni.

I vini che provengono da questo comune sono noti per il loro equilibrio, corpo e carattere, che riflettono la terra da cui nascono.

Oltre alla sua importanza nel settore vinicolo, Cinigiano è noto per le sue festività tradizionali, come la “Festa dell’Uva“, che include una varietà di attività che celebrano la cultura e le tradizioni locali, tra cui degustazioni di piatti tipici, esibizioni musicali che spaziano dai tamburini medievali a band e DJ moderni, e spettacoli come cortei storici.

Altre 2 feste storiche del Comune di di Cinigiano sono la “Sagra del Capitone” di Sasso d’Ombrone e la “Sagra della Castagna” di Monticello Amiata.

La Sagra del Capitone di Sasso d’Ombrone è un evento che celebra il capitone, una prelibatezza culinaria locale fin dall’antichità pescato nel fiume Ombrone, che scorre ai piedi del paese.

Questa festa si distingue per le sue proposte gastronomiche, in particolare il “Capitone alla Barbarossa” (ovvero cucinato alla brace perdendo così il grasso in eccesso) e l’anguilla cucinata in umido, senza dimenticare i pici alla chitarra e la carne alla brace.
Il tutto viene accompagnato dal vino Montecucco.

L’evento non è solo un’occasione per assaporare deliziosi piatti locali ma offre anche un’immersione nella cultura e nella vita del paese con iniziative culturali, tradizioni e serate danzanti con musica dal vivo.

La Sagra del Capitone si svolge solitamente in settembre e le date specifiche possono variare ogni anno​​​​​​.

Questo evento offre un’esperienza ricca e immersiva nel patrimonio locale, promuovendo la viticoltura e i prodotti del territorio. Per maggiori informazioni, ti invito a visitare il loro sito web.

  1. Civitella Paganico: Civitella Paganico, con le sue terre variegate e i dolci rilievi, produce vini di grande struttura.

Il comune è noto anche per la “Sagra della Granocchia”, un evento annuale tra la fine di agosto e l’inizio di settembre che rappresenta una delle feste più singolari della Maremma, celebrata nella splendida cornice del borgo medievale di Paganico.

Il clou della festa è il Palio della Granocchia, dove i campioni dei quartieri di Paganico competono spingendo una carriola con tre rane, cercando di non perderle lungo il percorso.

La festa include anche sfide culinarie tra i rioni, con piatti a base di rane, una sfilata storica con decine di partecipanti in costume d’epoca, e serate allietate da esibizioni musicali dal vivo​.

  1. Castel del Piano: Le pendici del Monte Amiata accolgono i vigneti di Castel del Piano, conferendo ai vini locali una freschezza e una mineralità uniche.

La storia e l’arte si intrecciano qui con la viticoltura, arricchendo il patrimonio culturale del vino.

Famoso per il suo imponente Palazzo Nerucci, un edificio rinascimentale, Castel del Piano ospita anche eventi culturali, come concerti e mostre d’arte, che animano le vie del centro storico.

A Castel del Piano si tiene il famoso “Palio di Castel del Piano“, celebrato ogni 8 settembre che rappresenta un’evento storico risalente alla prima metà del ‘400, arricchito da una leggenda che lega la sua origine al miracolo della SS. Madonna delle Grazie.

La competizione vede le quattro contrade di Castel del Piano – Borgo, Monumento, Poggio e Storte – gareggiare in una corsa di cavalli a pelo, con ogni contrada che rappresenta un quartiere storico del paese, ciascuna con i suoi colori e simboli distintivi.

L’evento culmina nella piazza Garibaldi, una suggestiva arena a forma di conchiglia ispirata alla Piazza del Campo di Siena, dove si svolge la gara.

Questa festa profondamente radicata nella comunità locale offre spettacolari parate storiche, l’assegnazione dei cavalli e le prove dei fantini, creando un’atmosfera di festa che coinvolge abitanti e visitatori​

  1. Campagnatico: Diviso tra la zona del Montecucco e quella del Morellino, Campagnatico gode di una posizione unica che si traduce in vini dal carattere distintivo, con una gamma aromatica che spazia grazie all’influenza di due diversi terroir.

A Campagnatico si tiene ogni anno Il Palio dei Ciuchi di Campagnatico,  un affascinante evento che si svolge ogni anno la seconda domenica di settembre, unendo la comunità in una festa ricca di tradizione e spettacolo. Questa competizione coinvolge le quattro contrade del paese – Pieve, Centro, Castello e Santa Maria – che si sfidano in una corsa di asini per le vie principali di Campagnatico, trasformate per l’occasione con uno strato di sabbia.

Iniziato modernamente nel 1957, l’evento trae le sue radici dalla storia secolare di Campagnatico, promettendo emozioni forti per partecipanti e spettatori, tra batticuore e lacrime fino al traguardo.

Il Palio si apre con la presentazione del “Cencio”, un drappo dipinto a mano, seguito da una processione solenne e da esibizioni degli sbandieratori, riflettendo lo spirito di condivisione e rivalità tipico della cultura toscana.

  1. Arcidosso: La vicinanza con il Monte Amiata e la presenza di boschi e corsi d’acqua rendono i vini di Arcidosso particolarmente apprezzati per la loro vitalità e purezza, con un perfetto equilibrio tra corpo e acidità.

Oltre alla bellezza naturale, Arcidosso vanta un importante patrimonio culturale che include il Castello Aldobrandesco e il Centro Studi David Lazzaretti, dedicato al profeta locale e alle sue visioni utopiche.

  1. Roccalbegna: I vigneti su terreni rocciosi e il clima mite di Roccalbegna danno vita a vini robusti e intensi, che si distinguono per la loro persistenza e per un bouquet complesso e invitante.

Caratterizzato da un pittoresco borgo medievale, Roccalbegna è noto per la sua imponente rocca e per i suggestivi ponti che attraversano il fiume Albegna, offrendo scenari ideali per gli amanti della fotografia.

Qui si trova la La Rocca di Roccalbegna, nota anche come Rocca Aldobrandesca, domina dall’alto la città e il fiume Albegna, costituendo un punto strategico di difesa fin dal Medioevo.

Questa fortificazione fu utilizzata dagli Aldobrandeschi per le sue funzioni difensive e di avvistamento, grazie alla sua posizione inespugnabile, pensata anche come rifugio per la popolazione in caso di assedio.

Sebbene abbia perso la sua importanza strategica nel corso del Trecento sotto il dominio senese, le sue maestose rovine rimangono a testimonianza della sua grandiosa storia, offrendo un affascinante spaccato nel passato medievale della Toscana.

A Roccalbegna è possibile gustare il Biscotto Salato di Roccalbegna, presidio Slow Food.

  1. Seggiano: Famoso per l’olio di oliva, Seggiano contribuisce alla zona del Montecucco con vini che spiccano per la loro eleganza e finezza, spesso accompagnati da un retrogusto che ricorda la ricchezza oleosa delle olive.

Oltre all’olio d’oliva DOP, Seggiano è famoso per il Giardino di Daniel Spoerri, un parco artistico dove sculture e installazioni si fondono con il paesaggio naturale, creando un museo a cielo aperto di arte contemporanea.

 

Attrazioni Turistiche

Sulla vetta del Monte Amiata si trova un complesso turistico accessibile, dove i visitatori possono godere non solo del panorama mozzafiato ma anche di comodi servizi.

Il parcheggio ampio permette un facile accesso ai numerosi ristoranti, rifugi e punti di ristoro che offrono le delizie della cucina locale, permettendo di assaporare i prodotti tipici in un contesto unico. 

Da qui partono varie vie e sentieri ben segnalati, adatti a passeggiate e trekking di diversi livelli di difficoltà, che permettono di esplorare la ricchezza naturale e paesaggistica dell’Amiata in ogni stagione.

Nella zona del Montecucco si trova anche l’attrazione turistica risultata 1° in classifica 2023 nella regione, secondo il rapporto del Centro Studi Turistici di Firenze e dell’Università di Venezia, commissionato dalla Regione Toscana.

Stiamo parlando di Albus Alpacas, allevamento di alpaca che ospita migliaia di persone ogni anno per  visite guidate interattive, passeggiate con alpaca o trekking con alpaca.

Durante i mesi invernali, il Monte Amiata si trasforma in una destinazione privilegiata per gli appassionati di sport invernali.
Le sue pendici diventano il teatro di giornate sulle piste da sci, con impianti di risalita che servono diverse piste adatte sia ai principianti sia agli sciatori più esperti

La neve, che ricopre regolarmente la montagna in inverno, offre l’opportunità unica di praticare sci, snowboard e passeggiate con le ciaspole in uno scenario toscano davvero insolito.

Storia e Cultura

La storia del Monte Amiata è profondamente intrecciata con quella delle popolazioni che da sempre lo abitano.

Fin dall’antichità, la montagna è stata un punto di riferimento per le comunità etrusche e romane, come testimoniato dai numerosi siti archeologici disseminati nelle sue valli.

Nel Medioevo, il Monte Amiata divenne un importante centro monastico, con la fondazione di abbazie e eremi che ancora oggi costituiscono mete di grande interesse storico e spirituale.

La montagna ha avuto anche un ruolo cruciale nell’economia della regione, soprattutto per l’estrazione del mercurio dalle sue miniere, una delle principali attività fino alla metà del XX secolo.

Questo passato minerario è oggi ricordato in musei e percorsi tematici che permettono di scoprire un aspetto meno noto ma fondamentale della storia locale.

Altre Attrazioni

Oltre alle escursioni naturalistiche e agli sport invernali, il Monte Amiata offre numerose altre attrazioni.
Le acque termali che sgorgano ai suoi piedi alimentano stabilimenti termali rinomati come Saturnia, Bagni San Filippo e Bagno Vignoni, dove il relax si coniuga con il benessere fisico.
Le comunità che abitano le pendici dell’Amiata conservano tradizioni secolari, celebrando feste e sagre che offrono ai visitatori l’opportunità di immergersi nella cultura locale.
Tra queste, la festa dell’Autunno Amiatino e la Castagnata di Arcidosso sono eventi che celebrano i prodotti del territorio, dalla castagna al fungo porcino, in un tripudio di sapori e convivialità.
Il Monte Amiata non è solo una destinazione turistica ma un mondo a sé, un luogo dove natura, storia